Mercatini di Natale

10 12 2008

NIKON D40 1/8 f/10 22mm ISO 200

Per l’appuntamento più atteso dell’anno Bolzano, da sempre punto di incontro della cultura mediterranea e mitteleuropea, si trasforma e si veste dei suoni e dei colori del Natale: centinaia di luci illuminano le vie del centro storico.

Dal 28 novembre al 23 dicembre piazza Walther ospita le caratteristiche casette in legno del “Christkindlmarkt”; 80 espositori propongono tipici addobbi in vetro, legno e ceramica, tante idee regalo all’insegna della più genuina tradizione artigianale, nonché specialità gastronomiche e deliziosi dolci natalizi come il famoso “Zelten” di Bolzano.
Visitare il Mercatino di Natale di Bolzano significa tuffarsi nella magica tradizione dell’Avvento alpino. Un’atmosfera particolarmente suggestiva regna nel “Bosco Incantato” di Palais Campofranco a pochi passi dal Mercatino.
Inoltre sarà possibile scoprire cosa si nasconde ogni giorno dietro le finestre del grande calendario dell’Avvento dell’edificio Max Valier (sede Alto Adige Marketing).

NIKON D40 1/50 f/5,6 52mm ISO 800

Orari d’apertura:
Lunedì – venerdì: ore 10.00-19.00
sabato: ore 9.00-20.00
domenica e festivi: ore 9.00-19.00

Gli stand gastronomici chiudono alle ore 21.00.

per info:

www.bolzano-bozen.it

 www.christkindlmarkt.it

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arriva il Natale… arriva il Presepe

30 11 2008

Il termine presepe (o più correttamente, come riportato nella maggior parte dei dizionari, presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia,mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali.

Il presepe antico: Per comprendere il significato originario del presepe, occorre chiarire la figura del lari (lares familiares), profondamente radicata nella cultura etrusca e latina.

I larii erano gli antenati defunti che, secondo le tradizioni romane, vegliavano sul buon andamento della famiglia. Ogni antenato veniva rappresentato con una statuetta, di terracotta o di cera, chiamata sigillum (da signum = segno, effigie, immagine).

Le statuette venivano collocate in apposite nicchie e, in particolari occasioni, onorate con l’accensione di una fiammella.

In prossimità del Natale si svolgeva la festa detta Sigillaria (20 dicembre), durante la quale i parenti si scambiavano in dono i sigilla dei familiari defunti durante l’anno.

In attesa del Natale, il compito dei bimbi delle famiglie riunite nella casa patriarcale, era di lucidare le statuette e disporle, secondo la loro fantasia, in un piccolo recinto nel quale si rappresentava un ambiente bucolico in miniatura.

Nella vigilia del Natale, dinnanzi al recinto del presepe, la famiglia si riuniva per invocare la protezione degli avi e lasciare ciotole con cibo e vino.

Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci, “portati” dai loro trapassati nonni e bisnonni.

Dopo l’assunzione del potere nell’impero (IV secolo), in pochi secoli i cristiani tramutarono le feste tradizionali in feste cristiane, mantenendone i riti e le date, ma mutando i nomi ed i significati religiosi.

Essendo una tradizione molto antica e particolarmente sentita (perché rivolta al ricordo dei familiari defunti), il presepe sopravvisse nella cultura rurale con il significato originario almeno fino al XV secolo e, in alcune regioni italiane, ben oltre.

Il presepe moderno: Solitamente questa locuzione viene usata per la ricostruzione tradizionale della natività diGesù Cristo durante il periodo natalizio.

Si riproducono tutti i personaggi e i posti della tradizione, dalla grotta alle stelle, dai Re Magiai pastori, dal bue e l’asinello agli agnelli, e così via. La rappresentazione può essere sia vivente che iconografica. I presepi popolari più conosciuti sono quelli di San Gregorio Armeno a Napoli. (wikipedia.it)

Foto scattate presso la collezione esposta all’Art Forum Würth. Per info cliccare qui

Raffaele