Filippo Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600) è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, condannato al rogo dall’Inquisizione cattolica per eresia. Verrà accusato di blasfemia, di disprezzare le religioni, di non credere nella Trinità divina e nella transustanziazione, di credere nell’eternità del mondo e nell’esistenza di mondi infiniti, di praticare arti magiche, di credere nella metempsicosi, di negare la verginità di Maria e le punizioni divine.
Bruno ha dedicato la sua vita allo studio ed alla ricerca della conoscenza; si può considerare tra gli uomini più colti del suo tempo. Il suo comportamento anticonvenzionale aveva però, in varie occasioni, generato odio tra le persone che la pensavano diversamente.
E’ contro il geocentrismo tolemaico ed afferma l’infinità dell’universo che non ha centro; ogni suo punto è al tempo stesso centro e periferia. Il centro ha senso solo se considerato in relazione di un punto di vista particolare; nega quindi l’esistenza di qualsiasi posizione privilegiata. I tempi non erano ancora maturi per accogliere le sue idee
Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio, muore bruciato in Campo de’ Fiori, dove dal 9 giugno 1889 s’innalza il monumento a lui dedicato, opera del Gran Maestro della Massoneria Ettore Ferrari. (wikipedia.it)
Raffaele




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