Un giorno al Vittoriano

4 12 2008

Un paio di foto scattate al Vittoriano in una mattina… a tempo variabile!

NIKON D40 18-55mm 1/800 - F/4,0 - 22mm - ISO 200

Il Vittoriano in un estratto da Wikipedia.it:

NIKON D40 18-55mm 1/1000 - F/3,8 - 20mm - ISO 200

 

Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II (meglio conosciuto con il nome di Vittoriano) è un monumento nazionale di Roma situato in piazza Venezia.

Il monumento viene spesso erroneamente identificato con l’Altare della Patria, che in realtà ne è solo una parte; altrettanto erroneamente, il suo nome potrebbe indurre a pensare che sia un tributo alla vittoria: in realtà il termineVittoriano deriva dal nome di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia, cui il complesso monumentale è dedicato.

La tematica centrale del monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei: “PATRIAE UNITATI” “CIVIUM LIBERTATI”, (in lingua latina ”All’unità della Patria” e “Alla libertà dei cittadini”).

Raffaele





Il tricolore italiano

24 11 2008
« La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. » (Articolo n° 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 298, Edizione Straordinaria, del 27 dicembre 1947)
la bandiera al Vittoriano

foto scattata al Vittoriano

Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. Ma perché proprio questi tre colori? Nell’Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790.

Nell’epoca Napoleonica la bandiera non venne vista più come segno dinastico o militare, ma come simbolo del popolo, delle libertà conquistate e, dunque, della nazione stessa.

Negli anni del Risorgimento, dovunque in Italia, il bianco, il rosso e il verde esprimono una comune speranza, che accende gli entusiasmi e ispira i poeti: “Raccolgaci un’unica bandiera, una speme”, scrive, nel 1847, Goffredo Mameli nel suo Canto degli Italiani. E quando si dischiuse la stagione del ‘48 e della concessione delle Costituzioni, quella bandiera divenne il simbolo di una riscossa ormai nazionale, da Milano a Venezia, da Roma a Palermo.

Il 14 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Ma la mancanza di una apposita legge al riguardo – emanata soltanto per gli stendardi militari – portò alla realizzazione di vessilli di foggia diversa dall’originaria, spesso addirittura arbitrarie. Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. (fonte: www.quirinale.it)

Raffaele